Morselli Marcello

Morselli Marcello

Ho cominciato a fotografare quarantenne, quando ho potuto comprarmi a fatica una buona macchina e i relativi obiettivi. Prima avevo coltivato la mia educazione estetica coi libri dei migliori fotografi. Eugene Smith e August Sander, furono dopo un riferimento. Ho fatto una sola mostra e fatto vedere le foto a pochi, tra gelidi silenzi ma anche riconoscimenti, il più gradito dalla redazione del “Progresso fotografico”, all’epoca, la rivista più autorevole. Poi tra i pochi esperti interpellati, ci fu un certo consumo dell’aggettivo infamante “estetizzante”, che nell’ambiente della burocrazia critica, corrisponde alla nonna uccisa a martellate. Per me invece è un complimento, vuol dire che la foto è bella e non c’è bisogno di un articolo per essere apprezzata. Lavoro sempre in bianco e nero con pellicola e stampa, anche se a 87 anni è molto faticoso.

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